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Sciocchezze

Posted by durk on 07:13 in
Un giorno ho incontrai un uomo. Era un bell'uomo, ben vestito, bel sorriso. Sicuro, serio, affidabile. E le mani! Si, le sue mani erano perfette e non tremavano! Si può capire molto dalle mani delle persone. Aveva un viso così sereno, sembrava giovane, di quell'età indefinita dei denti belli da pubblicità.
Si sedette accanto a me, su una panchina scomoda del parco, sotto uno di quei pioppi grandi. Questo sotto cui mi siedo io è un po' meno grande. Mi piace perché è un po' mal ridotto. Qualche mese fa è stato preso da un fulmine e una parte è bruciata.
L'uomo mi chiese il nome. Poi disse:
"io sono il bene. Se seguirai le mie leggi sarai felice. Lo so, sono tante - aggiunse sospirando, mentre tirava fuori un grosso libro che sembrava uscito dal nulla e da chissà quale tempo, tanto sembrava antico - ma se le seguirai, se le seguirai tutte, fino in fondo... beh, amico mio, sarai soddisfatto".
Presi il libro. L'uomo sorriso ancora, si tocco il cappello in gesto di saluto intanto che s'alzava e si incamminava nel viale pavimentato del parco, prima di scomparire.

Cominciai a malapena a sfogliare il libro, quando da dove se n'era andato il primo, si avvicinò un altro uomo, con gli occhi immensi, occhi che sembravano avere pianto tanto e visto il mondo, occhi che sembravano aver conosciuto la gioia e l'amarezza. Aveva le rughe intorno a quegli occhi ed anche intorno alla bocca. La barba era vecchia di qualche giorno. Sembrava... vissuto. Oh si, era uno di quegli attori da scena da film di guerra in cui l'eroe è lui e lo riconosci perché ha vissuto ed è vissuto!
Mi guardò negli occhi e senza nemmeno salutarmi cominiciò a parlare del tempo, della primavera che stava per arrivare e del freddo che ancora si faceva troppo sentire. Sorrise di una gioia forse un po' amara, ma una gioia vera, una gioia che non faceva parte di me e che non gl'importava condividere, sebbene lo stesse facendo senza pensarci. Non mi chiede nemmeno il nome e ad un certo punto disse:
"Brav'uomo, io sono il male. Bevo, rutto, sono maleducato e dico sempre quello che penso, anche quando è sconveniente, soprattutto quando è sconveniete. Il male, che possa lavorare alle tue spalle o venirti dritto come un treno, è sempre brutto come un pugno in faccia. Con me la vita dura meno. Io non ho leggi e me ne sbatto della felicità tua e forse pure della mia, c'è troppo da vedere e da usare a questo mondo per perdere il tempo a chiedersi cosa sia la felicità".
Non so perchè ma il suo discorso mi sembrò abbastanza... democratico.
"Io voglio essere libero. Pago le conseguenze di quello che faccio o prima o poi le pagherò, ad ogni modo... vivo".
Poi si mise a ridere, mi strinse la mano e se ne andò ridendo e saltellando tra l'erba, nel prato ingiallito dall'inverno e umido di pioggia. Prese a piovere così, una pioggia sottile, mentre lui apriva le braccia al cielo e si faceva scorrere la pioggia addosso, prima di sparire dietro un cespuglio.

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Contralti...

Posted by durk on 05:09 in
XXX : "... peccato che la natura non ti abbia dato nessun talento musicale..."
durk: "Ma che cazzo dici? Io scorreggio in chiave di DO"

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Departures

Posted by durk on 14:50 in
Cosa ci sarà mai da guardare nel fondo di un bicchiere? Lo alzo, bevo l'ultimo sorso di succo di frutta e ci guardo dentro, mentre il liquido lo macchia. E guardo oltre, guardo attraverso il vetro e quello della vetrata dell'aeroporto e, dopo, quello della finestra di casa mia. Incontrerò le stesse stelle che guarderai tu? Uso il bicchiere come un cannocchiale. Quale sarà l'aereo? Non ha troppa importanza. Conto il tempo.

Mi chiedo cosa stai pensando. Mi importa sempre quello che pensi, anche quando un po' ti odio, anche quando dici stronzate. Il tuo mistero è nel convincere il mondo che puoi andare avanti senza un bottone e spassartela lo stesso sui tappeti rossi.

Charlotte avrà ripiegato il suo pellicciotto nero in uno scatolone o in una valigia. Non lo so nemmeno. L'avrà piegato con cura, non troppa, e poi gettato un po' così, alla rinfusa, tra i vestiti e la collezione di scarpe, perché è nel suo stile. L'ha messo da parte per serate più mondane, tra le lacrime delle certezze che si mischiano a quelle dei dubbi. E alle nostre. I singhiozzi pesanti bisogna mandarli giù, a ravvivare il bruciore di stomaco e il groppo in gola.

Charlotte qualche volta prende le occasioni al volo.
Charlotte qualchevolta è così, denti stretti e pugni serrati anche coi lacrimoni agli occhi, mentre cresce ancora un po'.
E' una tosta, Charlotte, spesso, non solo qualche volta. Lei piange solo quando lo decide lei.
Noi siamo gente col cervello vuoto e in frantumi da un pezzo, siamo quelli che non sanno dire bene: "mi mancherai". No, non nei modi giusti almeno. Non che serva a molto. E poi lei sa. Sa di essere importante, che le occasioni si prendono con un volo all'ultimo respiro di emozione. Sa che il pittore innamorato aspetterà, sa che Pindaro ne parlerà ancora nei suoi racconti e che Agata la terrà stretta anche se sarà lontana.
Piangiamo un po' tutti senza bagnare di una sola lacrima il mondo di chi ci guarda. Sorridiamo, tra le battute al vetriolo che non fanno male, ma che ci potremmo risparmiare, ma è una valvola di sfogo.

Charlotte è un po' il collante. Adesso è il tempo dell'ognuno per sè, perché sappiamo di averne bisogno, anche se non ci farà bene.
O forse ci scalderemo l'un l'altro nell'attesa, un po' ci spero.
Aspetteremo la farfalla. La ragazza col pellicciotto nero ha risvoltato il capo e ne farà seta d'oriente. Un guscio perfetto di seta viva, mentre i pensieri volano lenti, più in alto di lei. I mesi passeranno in fretta. Ci saranno scossoni. Sarà dura. Passerà, saremo forti... ce la metteremo tutta almeno. Charlotte salderà i palmi e conquisterà nuovi orizzonti. Lei ce la fa, noi ci arrangeremo, vedrai ragazza, perciò sorridi.

Pindaro un po' piange, sai ragazza? Anche Pindaro qualchevolta piange. Quel qualchevolta ci lega un po'. Ma non voglio che tu sappia che Pindaro qualche volta piange, sai? Pindaro vorrebbe essere un duro coi denti stretti e i pugni serrati. Ma tu hai il tuo pellicciotto da combattimento e la matita nera per truccarti gli occhi, io al massimo vesto sorrisi e sogni. Prima o poi, prima o poi... intanto pensaci tu, tu che ce l'hai le armi giuste, tu che non avrai tutte le risposte, ma sai fare le domande con la faccia da culo.
Pindaro l'onirico si sa adattare. Ho imparato. Proverò a non distruggere tutto, a tenerti tutto in caldo.
Mi mancherai.

Ma le ore volano e tu già guadagni tempo e un po' lo perdi, quel tempo che - in fondo lo sappiamo per davvero - va sempre troppo di fretta e ogni tanto non ci da tregua o un respiro per gustarci le cose.
Insegui il giorno come una notte dolce.
Aspettiamo tutti la farfalla. Torna presto.

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Posted by durk on 06:53 in
A Little Lie (Dave Gahan)

That time has passed
There's somethings that never really last
We've come undone
To me you'll always be the one

Calm down people
It's just a little lie
You know it doesn't mean nothing
And I realize you could be right

Well, Calm down people
It's just a little lie
You know it doesn't mean nothing
And I realize you could be right

I walk alone
And you know I never felt at home
I'm so hard to please
And I have everything I need

Oh, calm down people
It's just a little lie
You know it doesn't mean nothing
And I realize you could be right

Oh, calm down people
It's just a little lie
You know it doesn't mean nothing
And I realize you could be right


Un piccola bugia (Traduzione)

Quel tempo è passato
Ci sono alcune cose che non sono fatte per durare
Ci siamo lasciati
Per me sarai sempre l'unica

Calma gente
E' solo una piccola bugia
Sapete che non significa nulla
E capisco che potreste aver ragione

Beh, calma gente
E' solo una piccola bugia
Sapete che non significa nulla
E capisco che potreste aver ragione

Cammino solo
E tu sai che non mi sono mai sentito a casa
Sono così difficile da accontentare
Ed ho tutto quello che mi serve

Oh, calma gente
E' solo una piccola bugia
Sapete che non significa nulla
E capisco che potreste aver ragione

Oh, calma gente
E' solo una piccola bugia
Sapete che non significa nulla
E capisco che potreste aver ragione

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Degenerazioni pubblicitarie

Posted by durk on 15:39 in
Avete mai sentito la frase "quest'anno va di moda il viola" e giù vagonate di abiti viola, maglioni viola, pantaloni viola, giacche viola, cappotti viola... vagonate di indumenti e accessori viola.
Alcuni dicono che è la moda, altri pubbilicità. I più la seguono, pochi ne rimangono al massimo affascinati. Certe volte penso solo che ci siano enormi magazzini pieni di stoffe viola da smaltire: ed ecco la moda. Noi, i bisognosi degli avanzi, noi, così desiderosi degli scarti di magazzino dell'anno prima. Noi, i modaioli del riciclaggio pagato caro.
Spesso è così: abbiamo tutti la necessità impellente di svendere qualcosa di troppo a caro prezzo. Credo sia questo che ci rende stronzi.

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Degenerazioni musicali

Posted by durk on 07:43 in
























Credo che i Joy Division abbiamo su di me un potere ipnotico rilassante, soprattutto dopo aver fumato.


"... Looked beyond the day in hand
There's nothing there at all..."

Trad: "...
Ho guardato al di là dell'oggi
Là non c'è assolutamente nulla..."

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The panic / the vomit

Posted by durk on 15:13 in
Alla fin fine non so se mi dispiace essere un androide paranoico. Molto più probabilmente non me ne frega un cazzo. E, poi, almeno così posso dire di sapere chi o cosa sono sono. No, ok, molto più probabilmente non me frega un cazzo.
E se non vedete le linee di basso vuol dire che non siete abbastanza sconnessi.