Tre care persone.
Sonno, avevo parecchio sonno stasera. La notte scorsa ho dormito poco e male. So che il mio è un sonno che passa in fretta. Io non dormo tanto, anche se non si direbbe dato le ore che passo nel letto. Poi ho il brutto vizio di stare in piedi la notte. E questo influisce molto sulla qualità del mio riposo... il mio dormire è già abbastanza leggero.Ad ogni modo lui è lì che mi attende, con le sue ultime cinquanta pagine. E io non riesco a dirgli di no, la curiosità è troppo forte e, alla fine, cedo. Il libro in questione è "La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo" di Audrey Niffenegger. Cinquecento pagine di un romanzo bello e scorrevole. Cinquecento pagine regalatemi dalla "zia" Frà (che non smetterei più di ringraziare per questo e per altri libri passati, presenti e, mi auguro, futuri), che negli ultimi periodi sta diventanto una gran dispensatrice di cultura. E' proprio una gran bella storia, che non vi racconto. Comunque, il libro finisce con me che smetto di asciugarmi gli occhi, non solo per il sonno. C'è da dire che poche cose mi fanno piangere nella vita reale. Poi c'è tutta quella storia che "boys don't cry"! Però, i libri riescono a commuovermi. Potenza dei fogli stampati! Infine, il sonno passa.
E adesso, eccomi qua a scrivere. A scrivere un nuovo post e non quello che sto buttando giù da un paio di giorni.
Il mio coinquilino dorme nel suo letto. Mi ci sono affezionato parecchio, sebbene in casa sia l'ultimo arrivato. E' un bravo ragazzo, riservato, pulito (alla meglio, come me e gli altri di casa), allegro, rispettoso della privacy altrui e con un'enorme pazienza. Già il fatto che siano le 3.28 e io sia qui a scrivere e a smanettare sui tasti della tastiera e con lo scricchiolare della sedia e che si sorbisca la luce accesa sul mio comodino, mentre dorme e io leggo... insomma... alle volte mi sento un po' in obbligo. Chiacchieriamo parecchio io e lui, non solo perchè condividiamo la stanza. E' più piccolo di me di quattro anni. Eppure è in gamba. Difficilmente stimo le persone, meno ancora mi è mai stato semplice aver in considerazione le leve delle nuove generazioni. Domenico (coautore e amministratore del blog di "Diego Garcia") è un sognatore, anche se terribilmente con i piedi per terra, sebbene alle volte perda di vista i suoi obiettivi. Ha la forza interiore dei vent'anni che su di me cominciava a vacillare prima ancora di compierli. Forse, in qualche modo, lo sto deviando. Spero di no. Lui è una brava persona così com'è. Questo post è fatto più che altro per leccargli anche un po' il culo e non farmi odiare quando lo tengo sveglio col battito irregolare delle mie dita sulla tastiera.
Alle volte lo invidio. Ha calma e tante buone speranze. Sembra avere la testa tra le nuvole di continuo, come un piccolo scienziato pensieroso ed è buffo come un clown. Alle volte è catastrofico e irritante, ma non riesco a volergliene, mi fa ridere. Mi ricorda un mio caro amico. Mi ricorda un po' come ero io qualche hanno fa. E alle volte lo invidio e la cosa un po' mi spaventa, ma non importa, perchè l'invidia può essere positiva se serve a migliorarsi.
Poi, negli ultimi giorni, ha passato Analisi 1, quindi questo diventa un post di congratulazioni e auguri su cui, però, non mi soffermo troppo.
Intanto, mi sono messo a chattare col Kei-Chan. Lui è il mio migliore amico da anni. Ci siamo messi a dirci cose di cui solo noi sappiano l'esistenza, magari pochi altri. Il Kei è la migliore persona che mi sia dato conoscere e, talvolta, non mi capacito delle sue paranoie. Ma del resto, penso che potrebbe dire lo stesso.
Mi reputo fortunato a conoscere questa gente, ma il tempo sta finendo mentre il sonno comincia a tornare, perciò BUONANOTTE.
PS: Questo post è scritto per me, per ricordare tre amici e un buon libro nel mio avvenire.
