Soluzione alternativa
Il mio ultimo post, "Passo in avanti...", ha letteralmente scioccato tanti lettori. Molta gente mi ha riferito di non riuscire a commentarlo, che certe cose è meglio dirle in faccia o, comunque, non dove tutti possono leggerle.A me questo post piace. Per dirla tutta, non so nemmeno fino a che punto parli di suicidio, forse non ne parla proprio.
Invece, basta un accenno all'immagine tragica della propria morte e tutta l'autocritica che mi sono fatto, passa in secondo piano e la gente non la nota. Tutta la mia "filosofia da terza elementare" non conta nulla. Rimane davvero il "vuoto", tutto diventa sul serio "blaterare al vento". E' una buona cosa perchè era quello che volevo. E questo non è per dirmi che sono stato bravo, ma sono contento di essermi nascosto bene. Il mio scrivere su questo blog è un grande esperimento che, qualche volta, mi aiuta a mettere a fuoco le cose che mi porto dentro.
Eppure mi era sembrato d'essere stato abbastanza chiaro. Come un assassino che vuole essere scoperto, ho lasciato molti indizi. Il "vuoto" l'ho messo lì, c'è scritto. Pensavo si capisse che "il baratro infernale" è interno ed il "salto" è solo una ricerca di se stessi, magari velata sotto un "rito" estremo e macabro, simile a quello del suicida. Guardarsi dentro può fare molto male e, talvolta, è difficile dire le cose apertamente, almeno per me. Sconvolgere le persone con il proprio "io", può essere peggio di un semplice "suicidio".
