The time blog
Riguardo tutti i miei post. Ormai sono circa un centinaio (compresi quelli incompleti e mai pubblicati, o semplicemente quelli mai editi perchè non mi sentivo di farveli leggere, poi potreste addirittura conoscermi... e allora dovrei uccidervi).Ci sta anche il "famoso" romanzo-non romanzo, un racconto più o meno lungo e mai finito, che ogni tanto continua nella mia testa, ma non sulla carta. Al momento, sono circa una quindicina di pagine messe su word. Pagine... pagine che vanno e vengono, si modificano, un po' cambiano.
Poi ci sta un post che hanno letto giusto un paio di persone. Si chiama "Passo indietro...". Era la continuazione di "Passo in avanti...", post che tanto ha scatenato gli animi dei miei pochi (ma buoni) lettori, tanto da dover mettere su "Soluzione alternativa" per spiegare il mio punto di vista. "Passo indietro..." è una chicca che, quando ne avrò la forza psicologica, mi riprometto di pubblicare. Chissà se succederà mai.
Sono orgoglioso dei miei post, di questo piccolo mondo artefatto che il mio cervello ha creato. Alla fine è un bel mondo. Non senza le sue brutture che ogni tanto mi smerdano, come quando è cominciato, come quando è continuato in vari punti. Alle volte avrei voluto buttare tutto all'aria. Ma questo blog è parte di quella stessa aria incasinata che respiro. Mi serve scrivere. Non per qualcosa tipo "la scrittura come terapia". Si anche come sfogo, ma non solo. Semplicemente la scrittura per la scrittura. L'arte per l'arte diceva qualcuno (non che voglia dire che questo blog abbia qualcosa di artistico). La mia scrittura è per scrivere e nulla più. Alle volte ho più cose da dire, altre volte sto zitto, altre volte scrivo in silenzio.
Una cosa positiva sarebbe buttare giù tutto quel che mi passa per la testa, ma non è ancora il caso. Abbiate pazienza.
Questo post non ha molto senso, ma ne vado fiero comunque.
Queste pagine hanno, a loro modo, un senso: quantomeno scandiscono il tempo che passa.
